Vi avevo promesso una ricettina per riciclare gli albumi orfani di tuorlo causa crema pasticcera? Ed eccola qui!!
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Non so lì da voi, ma qui a Milano il fine settimana appena passato ha richiesto la canoa, ormai stavamo tutti per preparaci all’imbarco sull’arca di Noè, quando poi è arrivato il lunedì e la nuvola di fantozzi si è spostata altrove e ha lasciato spazio al sole splendente che naturalmente a quel punto ho potuto vedere solo dalle finestre dell’ufficio!! E quindi con questo tempo quasi autunnale, mentre ero in casa che attendevo che spiovesse per uscire a fare compere, m’è venuta voglia di fare questa torta, che nella sua composizione non si può di certo definire primaverile!!

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Era un po’ di tempo che, passando davanti alla libreria di casa, il fugace attraversamento del mio campo visivo da parte di una macchia rosa shocking mi provocava un certo senso di disagio. Il fatto è che questo spot rosa non è per niente uno spot ma un tomone piuttosto ingombrante paragonabile solo al vecchio e nuovo testamento messi insieme, quindi non è che sia proprio facile evitare che ci caschi l’occhio. E in effetti proprio di bibbia trattasi, nella fattispecie bibbia della pasticceria francese, ma pur sempre testo sacro: Patisserie di Christophe Felder, sottotitolo: l’ultime reference, che già dice tutto sulla serietà dell’approccio, se non fosse che poi la scelta del rosa shocking per la copertina risulti un po’ discutibile proprio dal punto di vista della serietà, ma insomma i gusti sono gusti e si vede che al Christophe il rosa gli garba un bel po’. Ecco, com’è quindi che questo infinito ricettario, cromaticamente fastidioso quanto il rosso di una scottatura sul decolletè, per niente economico e/o maneggevole, e per di più tutto in francese dalla prima all’ultima pagina (lingua che non ho mai studiato neanche alle superiori) è andato così imperiosamente a sistemarsi nella mia libreria?
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Facciamo un giochetto? Una cosa stile settimana enigmistica, tipo “trovate le differenze tra le due vignette”, o quasi…
Leggete il titolo del post. Bene, ora date un’occhiata alla foto d’accompagnamento, ok, adesso avete 10 secondi di tempo…c’è qualcosa che non vi torna??
(…)
E bravi!! Siete degli osservatori!! Lo Sherlock Holmes che è in voi ha fatto centro! Per tutti gli altri che hanno ancora il punto interrogativo stampato in faccia, non preoccupatevi, non è niente di grave, la cosa grave è invece quella che affligge me!!
Ma andiamo per gradi:
Innanzitutto LA SOLUZIONE:

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Buona Pasqua a tutti!
Naturalmente, con il dovuto ritardo sulla Pasqua! Ma insomma…nemmeno poi tanto tutto sommato, giusto un giorno…e poi siamo ancora in atmosfera festiva: lunedì dell’Angelo, oggi sarete tutti fuori a godervi la primavera, la bella giornata di sole, la prima scampagnata della stagione, un assaggio d’estate, un bel picnic sul prato, un paio di panini in riva al mare…uhm…qui c’è qualcosa che non quadra…ah no, scusate un attimo, si ecco ora ci sono…questo era quello che avevo in mente di scrivervi prima di svegliarmi stamattina…sotto il teporino di 3 strati di coperte, cullata dal piacevole ticchettio della pioggia…sì, fantastico quadretto primaverile, ma d’altronde in pieno rispetto della tradizione! In effetti ora che ci penso, non si capisce perché, ma indipendente dal periodo in cui cade la Pasqua, non c’è anno che mi ricordi (vabbè un paio ci saranno stati, ma si sono persi nell’arrotondamento) in cui il venerdì santo non si morisse di freddo a guardare, sebbene infagottati dentro ai propri cappottini, i polpacci nudi dei centurioni romani e i piedi scalzi del Gesù di turno (e se morivamo di freddo noi figuriamoci loro!!), in cui ciononostante, con invariabile ottimismo, non si continuasse a sfoggiare mise sfacciatamente primaverili per il pranzo di Pasqua e in cui, a dispetto del freddo dei precedenti 3 giorni, non si continuasse a pianificare scampagnate per il giorno di Pasquetta, quando in effetti un bel maglione di lana e un te fumante sarebbero stati molto più appropriati…poi, chissà come, qualcosa è cambiato…e improvvisamente ho accettato la realtà dei fatti, tant’è che quest’anno a Pasqua indossavo i leggins più pesanti presenti nel mio guardaroba e oggi non vi scrivo affatto dalle campagne salentine, ma dall’aeroporto di Brindisi…(tra l’altro ringrazio airone per il gentile ritardo di più di un’ora con cui mi consente di terminare il post prima della partenza :(!!!!)
Sì, lo confesso, mi sono rifiutata di organizzarmi per la classica mangiata all’aria aperta, e mi sono già messa sulla strada del ritorno.
Ciononostante per il mio ultimo pranzettino a casa prima della partenza, qualcosa della tradizione l’ho voluta rispettare, e quindi eccovi qui la torta Pasquettina.
Sì avete letto bene, Pasquettina e non Pasqualina sia perché oggi non è Pasqua ma anche perché questa torta non è stata preparata seguendo la ricetta della classica torta pasqualina. Diciamo piucchealtro che si tratta di una torta salata con biete/spinaci, ricotta e uova. L’originale conterrebbe esclusivamente biete (per alcuni carciofi,ma vabbè non sottilizziamo)…non ricotta ma prescinseua…sistemati all’interno della sfoglia in due strati separati …le uova a loro volta separate…i rossi alloggiati in fossette apposite praticate nel formaggio e i bianchi utilizzati per ricoprire il tutto… inoltre lo strato superiore di sfoglia deve essere in realtà composto da più di uno strato, ciascuno separato da abbondanti spennellate di olio…miiii leggerina!!!vabbè basta così, noi qua la semplifichiamo un po’ che già così è lunghetta e nemmeno ipocalorica!!!
Ah sì, a proposito non riuscivo a decidermi se metterci biete o spinaci che amo in egual modo e alla fine ce li ho messi entrambi e ho suddiviso la torta a metà :)!!Se voi avete una preferenza (beati voi innanzi tutto, così non avrete dubbi amletici) semplicemente raddoppiate le quantità della vostra verdura del cuore.

Torta Pasquettina
(per uno stampo da 26cm)

pasta sfoglia 2 (ah vi dovesse andare di farvela in casa accomodatevi pure…io l’ho spudoratamente e senza tanti sensi di colpa comprata già pronta!!)

biete 500g
spinaci 500g
ricotta di mucca 500g
maggiorana fresca 2 mazzetti
parmigiano reggiano 50g
pecorino toscano stagionato 50g
uova 8
sale e pepe
olio d’oliva

Pulite e lavate accuratamente le biete e gli spinaci, lessateli a metà cottura, ripassateli in padella con un po’ di olio per una decina di minuti, lasciate intiepidire, scolate bene dall’eventuale acqua di cottura e tritate grossolanamente al coltello.
Nel frattempo sodate 6 uova.
Amalgamate la ricotta con il formaggio, unite le restanti uova, il sale il pepe e la maggiorana, infine aggiungete la verdura tritata.
Disponete uno strato di pasta sfoglia sul fondo di una tortiera da 26cm, ricoprite con il mix di verdure e ricotta, formate sei buchi con un cucchiaio e adagiateci le uova sode. Coprite con l’altra sfoglia, unite i bordi insieme e schiacciate con i rebbi di una forchetta. Infornate a 180°C per 40 min, mettendo la teglia una tacca più in basso del centro del forno, perchè le verdure e la ricotta tenderanno a rilasciare acqua, vi conviene quindi cuocerla meglio sul fondo, altrimenti rischierete che la sfoglia rimanga cruda.

Ah scusate per la foto un po’ affrettata ma è stata fatta quando ancora pensavo che mi sarei dovuta muovere per non perdere il check in…

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